Traduzione giurata o semplice: qual è la differenza

La prima cosa che quasi tutti confondono è la differenza tra traduzione semplice e traduzione giurata. La traduzione semplice è solo un testo in un'altra lingua: può farla chiunque, non ha valore legale e nessun ente pubblico italiano la accetterà come prova. La traduzione giurata (traduzione giurata o traduzione asseverata) è invece certificata dal traduttore con un giuramento davanti a un pubblico ufficiale, assumendosi la responsabilità penale sulla sua fedeltà.

La procedura di certificazione con giuramento si chiama asseverazione. Il traduttore si reca nella cancelleria del tribunale o dal giudice di pace, firma un apposito verbale di giuramento e conferma così che la traduzione corrisponde integralmente all'originale. Da quel momento il documento diventa ufficiale, accettato da questura, comune, prefettura, consolato, università e altri enti.

Di cosa si compone una traduzione giurata

Il documento asseverato finito è sempre un fascicolo unico e spillato, formato da tre parti inseparabili:

I fogli vengono uniti con timbro e firma in modo che nessuno possa essere sostituito. Se il fascicolo viene separato, la traduzione perde validità e va asseverata di nuovo.

Consiglio dell'avvocato. Non ordinate una «traduzione con autentica dal notaio in Ucraina» pensando di usarla in Italia. Gli enti italiani riconoscono l'asseverazione presso un tribunale italiano, oppure la traduzione certificata dal consolato italiano. La traduzione notarile ucraina, per le procedure interne italiane, quasi sempre non va bene e va rifatta sul posto.

L'apostille secondo la Convenzione dell'Aia

La traduzione risolve il problema della lingua, ma non quello dell'autenticità del documento. L'ente italiano deve avere la certezza che il certificato ucraino sia stato rilasciato da un'autorità reale. Questa funzione la svolge l'apostille: un timbro che certifica l'autenticità della firma e del sigillo apposti su un documento ufficiale.

L'apostille è stata introdotta dalla Convenzione dell'Aia del 1961, a cui aderiscono sia l'Ucraina sia l'Italia. Per i documenti che dall'Ucraina arrivano in Italia è quindi sufficiente una sola apostille: non serve la complessa legalizzazione consolare. Questo semplifica notevolmente la procedura e ne riduce i costi.

Dove e su cosa si appone l'apostille in Ucraina

L'apostille si appone in Ucraina prima che il documento lasci il Paese, ed è competente l'organo responsabile per quel tipo di documento:

Un dettaglio importante: l'apostille si appone sull'originale (o sulla sua copia autenticata), e solo dopo l'intero fascicolo viene tradotto e asseverato in Italia. L'ordine corretto è dunque: prima l'apostille in Ucraina, poi la traduzione giurata in Italia. Se si fa il contrario, la traduzione andrà rifatta, perché sul documento comparirà un nuovo elemento non asseverato.

Consiglio dell'avvocato. Anche l'apostille va tradotta. Se il traduttore assevera solo il documento principale lasciando il timbro di apostille senza traduzione, l'ente può respingere il fascicolo. Quando ordinate la traduzione giurata, precisate subito che l'apostille è già apposta e va inclusa anch'essa.

La legalizzazione per i Paesi non aderenti all'Aia

L'apostille funziona soltanto tra Paesi aderenti alla Convenzione dell'Aia. Per gli ucraini di solito non è un problema, dato che l'Ucraina ha aderito. Ma un documento può provenire da un Paese non aderente, o da un Paese con cui l'Italia applica un regime bilaterale particolare. In questi casi, al posto dell'apostille si applica la legalizzazione consolare completa (legalizzazione).

La legalizzazione è una procedura a più livelli, molto più lunga dell'apostille. Il documento viene certificato in sequenza da diverse autorità del Paese d'origine, e il timbro finale lo appone il consolato italiano. Solo dopo è riconosciuto valido in Italia.

In cosa la legalizzazione differisce dall'apostille

Alcuni Stati, inoltre, sono esenti da certificazione grazie ad accordi bilaterali di assistenza giudiziaria. Ma sono eccezioni ristrette: meglio verificare in anticipo il regime previsto per lo specifico Paese e tipo di documento.

Quando serve cosa: permesso, cittadinanza, matrimonio, studio

Non esiste una regola universale del tipo «fai sempre traduzione giurata più apostille»: i requisiti dipendono dalla procedura. Vediamo le situazioni più tipiche per gli ucraini.

Permesso di soggiorno e ricongiungimento familiare

Per rilasciare o rinnovare il permesso di soggiorno, e soprattutto per il ricongiungimento familiare, la questura richiede documenti che attestino i legami di parentela — certificati di nascita e di matrimonio — con apostille e traduzione giurata. Per il ricongiungimento il controllo è spesso svolto dal consolato italiano in Ucraina già nella fase del nulla osta, perciò conviene avviare la pratica lì.

Cittadinanza

La domanda di cittadinanza è la procedura più esigente. Il certificato di nascita e quello del casellario giudiziale del Paese d'origine vanno presentati con apostille e traduzione giurata, e il certificato penale deve essere recente (di norma non oltre sei mesi): un errore o una scadenza qui sono tra le cause più frequenti di blocco della pratica.

Matrimonio in Italia

Per celebrare un matrimonio con uno straniero il comune richiede i documenti sullo stato civile e sulla capacità di contrarre matrimonio. Il cittadino ucraino ottiene di solito un certificato di stato civile, vi appone l'apostille e poi fa la traduzione giurata. Il consolato o il comune possono inoltre richiedere il nulla osta al matrimonio, l'attestazione dell'assenza di impedimenti alle nozze.

Studio e riconoscimento del titolo

Per iscriversi a un'università italiana o per il riconoscimento della qualifica, il diploma e il relativo supplemento richiedono apostille, traduzione giurata e, di regola, la Dichiarazione di valore, l'attestazione sul valore del titolo rilasciata dal consolato italiano in Ucraina. Per alcune procedure, al suo posto vengono accettati gli attestati CIMEA. Qui la sola traduzione con apostille non basta.

La procedura di asseverazione in tribunale o dal giudice di pace

La certificazione con giuramento si svolge in Italia ed è tecnicamente semplice, ma segue un ordine preciso, utile da conoscere anche se la traduzione la fa un'agenzia per vostro conto.

Chi ha diritto di giurare

Il giuramento lo presta il traduttore, la persona fisica che ha eseguito la traduzione. Molti tribunali richiedono che sia iscritto all'albo dei consulenti tecnici (albo dei CTU) o all'albo degli esperti della Camera di Commercio, mentre in altri può giurare qualsiasi persona maggiorenne che non sia parte del procedimento. Le regole variano da tribunale a tribunale: conviene verificarle in anticipo.

Dove andare: tribunale o giudice di pace

La traduzione può essere asseverata:

Il valore legale è identico ovunque venga fatta. La differenza sta nella disponibilità: nelle grandi città l'appuntamento in tribunale può richiedere settimane, mentre il notaio o il giudice di pace sono più rapidi.

Come si svolge l'asseverazione

In pratica: il traduttore spilla insieme l'originale (con apostille), la traduzione e il modulo di giuramento, applica le marche da bollo (marca da bollo — di solito una ogni quattro pagine), si presenta in cancelleria e firma il verbale di giuramento davanti al pubblico ufficiale, che appone timbro e numero di registrazione. Da quel momento la traduzione è ufficiale, e il ritiro è di norma possibile in giornata.

Quanto costa e quanto tempo richiede

Indicare in anticipo una cifra esatta è impossibile: dipende dal Paese, dal tipo di documento, dalla mole della traduzione e dall'ufficio scelto. Si può però delineare la struttura dei costi.

Di cosa si compone il costo

Tempi realistici

L'apostille in Ucraina sui documenti di stato civile si ottiene, di norma, da pochi giorni a qualche settimana; i documenti di studio richiedono più tempo. La traduzione giurata in Italia, con la successiva asseverazione, si fa in pochi giorni lavorativi. Il ritardo principale non è nella traduzione, ma nell'ottenimento e nell'apostillatura dei documenti nel Paese d'origine: perciò è da lì che conviene partire.

Consiglio dell'avvocato. Quando richiedete documenti dall'Ucraina, chiedete subito un casellario giudiziale recente ed estratti aggiornati, non i vecchi certificati «che erano in casa». Per cittadinanza e matrimonio gli enti guardano la data di rilascio, e un documento preso «per sicurezza» sei mesi fa andrà richiesto di nuovo con una nuova apostille.

Errori tipici per cui i documenti vengono respinti

La maggior parte dei rifiuti non dipende dalla complessità del diritto, ma da dettagli tecnici della preparazione. Ecco i più frequenti.

L'errore sui nomi merita un'attenzione a parte. I nomi ucraini vengono traslitterati in modo diverso nei vari documenti, per via di sistemi differenti nel vecchio e nel nuovo passaporto. L'ente italiano lo legge alla lettera: se sul passaporto c'è Iuliia e nella traduzione Yuliia, per lui è un motivo di dubbio. Perciò al traduttore va sempre consegnato il passaporto in corso di validità, per allineare la grafia a quello.

Domande frequenti

Si può fare la traduzione giurata in Ucraina anziché in Italia?

Per le procedure interne all'Italia serve quasi sempre la certificazione italiana — l'asseverazione in tribunale, dal giudice di pace o dal notaio, oppure la traduzione autenticata dal consolato italiano. La traduzione notarile ucraina, in genere, non viene riconosciuta e va rifatta sul posto. Fanno eccezione i documenti presentati tramite il consolato italiano in Ucraina: in quel caso è meglio verificare l'iter direttamente lì.

L'apostille si appone sull'originale o sulla traduzione?

Sull'originale (o sulla sua copia autenticata) nel Paese che lo ha rilasciato, cioè in Ucraina. La traduzione si fa dopo l'apostillatura, in Italia, e include anche il testo dell'apostille. Apporre l'apostille sulla traduzione italiana non serve ed è scorretto.

Serve l'apostille su tutti i documenti senza eccezioni?

No. L'apostille serve per i documenti ufficiali rilasciati da organi statali (certificati, diplomi, casellario giudiziale). I documenti privati possono richiedere un iter diverso, e alcuni documenti interni italiani non si apostillano affatto. Tutto dipende dalla singola procedura, perciò conviene confrontare l'elenco con i requisiti dell'ente.

Quanto è valida una traduzione giurata?

La traduzione in sé non ha scadenza — non «va a male». La «data di scadenza» ce l'ha il documento di partenza: il casellario o il certificato di stato civile ha una propria validità (spesso sei mesi). Se l'originale è scaduto, serviranno un nuovo documento, una nuova apostille e una nuova traduzione.

Cosa fare se il documento è già tradotto ma ora manca l'apostille?

Nell'ordine corretto l'apostille deve stare sull'originale prima della traduzione. Se la traduzione è stata fatta prima, l'apostille si appone comunque sull'originale nel Paese d'origine, e poi la traduzione va quasi sempre rifatta per comprendere anche il testo dell'apostille. Per questo conviene impostare fin dall'inizio la sequenza giusta: originale — apostille — traduzione — asseverazione.

Documenti formati correttamente sono il fondamento di ogni pratica in Italia, dal permesso di soggiorno alla cittadinanza. Il tempo speso per la sequenza corretta «apostille — traduzione giurata — asseverazione» salva dallo scenario più fastidioso: quello in cui la pratica viene respinta non nel merito, ma per un dettaglio formale nelle carte.

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